
Sono Cristiano Guerra e sono bradicardico.
È una bella cosa. Il mio cuore batte più lento del normale. Questo vuol dire che ho una predisposizione naturale per attività che richiedono calma e precisione, come per esempio analisi e progettazione.
Negli ultimi 25 anni, questo cuore mi ha guidato nel diventare brand designer, aiutando centinaia di aziende a costruire il loro brand.
Lo faccio progettando strategia ed estetica. Queste permettono a un’azienda di restare nella mente dei clienti e di vendere meglio.
LA PRIMA GRANDE AGENZIA DI PUBBLICITÀ
Dopo il liceo artistico, un master in art direction e uno stage, nel settembre del 1998 vengo assunto da una delle più grandi agenzie pubblicitarie americane a Milano, la BGS DMB&B, quella della Barilla per intenderci.
Passo due anni fantastici in cui faccio la mia gavetta al piano terra lavorando per i colossi dell’industria farmaceutica: Procter & Gamble, Pfizer e Abbott.
IL FALLIMENTO
Arriva l’anno 2000, decido di fare “il grande salto” per diventare libero professionista: apro un piccolo studio a due passi da Corso Vercelli per lavorare con Universal Music e alcune piccole etichette discografiche. Purtroppo faccio male i calcoli e nel giro di pochi mesi le mie spese superano le entrate. Fallisco miseramente.
LA SECONDA GRANDE AGENZIA DI PUBBLICITÀ
Un giovedì di dicembre, mentre imbusto senza speranza l’ennesimo curriculum, mi telefona Alessandra, una mia compagna dei tempi del liceo. Lei lavora con Emanuele Pirella e Michael Göttsche, i pubblicitari storici di “Perlana. Passaparola.”, “O così, o Pomì.” e “Jesus Jeans. Chi mi ama mi segua.”
“Michael sta cercando un nuovo assistente” mi dice Alessandra. Prendo al volo la cartelletta coi miei lavori formato poster e mi fiondo in via Pantano 26, proprio sotto la Torre Velasca. Reception, ascensore dirigenziale, ultimo piano, entro. Dieci minuti di colloquio alla tedesca con Michael Göttsche e il giorno dopo divento il suo braccio destro per i successivi 8 anni.
In quegli anni, da Michael Göttsche imparo a conoscere la potenza della grafica degli anni ’60, il design degli anni ’70, lo stile e l’eleganza negli anni ’80 e l’ironia dell’advertising degli anni ’90. Con Michael ho lavorato senza pietà per Subaru, ERG, L’espresso, Alessi, Lovable e altri grandi brand.
Nel 2009 lascio il mondo della pubblicità creativa e delle grosse aziende. Ho fatto nuovamente “il grande salto” ma questa volta sono un po’ più preparato.
OGGI
Da più di quindici anni lavoro solo con imprenditori e aziende, e mi dedico solo a ciò che mi appassiona: il brand design.


















